Tutto ha un inizio, e come ogni cosa ogni persona ogni essere che vive…anche io ebbi un inizio .Piuttosto sfocati sono i miei ricordi di quei tempi , posso basarmi su quello che mi è stato detto , se poi è vero , ma voglio crederci , dopotutto poco importa ciò che è stato.Nacqui sotto spoglie mortali , si , ero viva un tempo lontano ormai . Non posso dir di non aver avuto fortuna , non sono stata abbandonata come era solito fare con bambini e bambine che non si volevano , non sono nata in una famiglia povera . Anzi , nacqui in una delle famiglie più nobili del regno in cui vivevo , avevo tutto , qualunque cosa io desiderassi . Crebbi nel lusso fino all’età di sei anni , di nulla mi preoccupavo , ero figlia unica e per questo la più viziata e amata da genitori e parenti . Ero felice , o forse no . Quando si ha tutto ma manca sempre qualcosa non si può di certo esser felici . Gli anni passavano e io , inconsapevole bambina continuavo a crescere i miei genitori ad invecchiare . Il padre morì , senza che nemmeno me ne accorgessi quasi . Fu mia madre ad ucciderlo e la vidi . Uno dei pochi ricordi ancora vividi nella mia mente , lei , quel coltello in mano sporco del sangue del marito , morto , riverso a terra . Osservavo e tacevo , non rivolsi più la parola a quella donna , e il mio odio nei suoi confronti saliva sempre più . un odio represso troppo a lungo per altri anni . Raggiunsi i 10 , quando mia madre si sposò di nuovo . Ancora altro odio , ma non riuscivo a manifestarlo , mi rifugiavo nella mia stanza , sola , o forse no , quella follia che ancora adesso mi tormenta . Diventavo autonoma senza bisogno che qualcuno mi istruisse , imparai la lettura e tutto ciò che c’era di essenziale per non aver mai bisogno d’altri , schiva e solitaria divenni , sempre di più , ma quel odio non si è mai spento . Per quanto la madre il patrigno tentassero di riportarmi a come ero prima , serena bambina che giocava nel loro immenso giardino , erano vani i loro tentativi , nemmeno li ascoltavo . Monotona la vita in quegli anni , feste a corte , ricevimenti , e ancora feste e poi quella nascita . Si . Ebbi anche un fratello quando ero ancora viva , figlio di mia madre e del patrigno . Ancora tacevo ma la mia vendetta sarebbe arrivata un giorno , fredda e implacabile , per quanto fossi piccola l’ingegno non mi mancava . Comincia solo all’età di 15 anni ad uscir da quella reggia in cui ero rimasta chiusa con me stessa . Un mondo enorme quello del regno . Imparai sempre di più , evitavo i ragazzetti della mia età , piccoli e stupidi nobili senza carattere alcuno , viziati più di quanto lo sia stata io . Ricordo un giorno quando andai nel paese , quello della gente povera , malfamata e senza niente , ci andai con uno scopo ben preciso , un progetto che avevo già disegnato anni prima . Lì vidi gente mai vista prima, ogni sorta di razza , e io umana dalle nobili origini venivo fissata , invidiata e odiata allo stesso tempo da tutti quelli che mi vedevano passare . Malefica li insultavo alla ricerca di qualcuno in particolare . E lo trovai . Era lui essere spietato , criminale , assassino , colui che mi avrebbe aiutata nel mio piano . Ritornai la sera a casa , i miei “genitori” preoccupati si chiedevano dove fossi stata ma io non rispondevo e tacevo , mai una parola avrei sprecato per parlar con loro . Ragazzetta superba e intrattabile . Di nascosto feci entrar quel uomo che avevo trovato al paese . Io non mi sarei mai sporcata con il sangue di mia madre e del patrigno , mai . E così per me lavorò un altro , quel uomo . Uccise tutti uno dopo l’altro . Per primo il mio fratellastro di due anni appena , morì senza soffrire . Toccò poi al patrigno , ovviamente tutto sotto lo sguardo disperato della madre , con occhi colmi di lacrime sembrava supplicare la mia pietà , ma feci uccidere anche lei . Solo una cosa mi fu poi chiesta in cambio da quel uomo , non voleva ricchezze non voleva tesori o gioielli , non voleva una carica nobiliare o altro che io potevo dargli , voleva solo il mio sangue . Risi , sciocca bambina che non aveva più niente per vivere , gli dissi uccidimi e lo rise , quella risata e poi un morso , semplice al collo . Credevo d’esser morta , ma quello era un sogno . . mi svegliai ed ero viva , in quella mia stessa casa buia , l’uomo si era dileguato , Perché non mi aveva uccisa ? Perché non aveva messo fine alla mia vita ? Domande . A cui ancora non ho risposta .Ben presto mi resi conto che la luce del sole non era più quella di prima , non potevo più vederla , il cibo non mi serviva più , solo quella sete che in certi momenti mi prendeva , non era sete di acqua o vino , sete di sangue . Solo quello bevevo , il mio cuore era immobile , più nessun battito da allora nessun respiro . La disperazione mi colse senza pietà , in ogni modo tentavo di ritrovar quella morte che avevo chiesto , ma nulla . ero sempre viva e non v’era modo per uccidermi .La notte vagavo come ombra silenziosa , come ero sempre stata , solo parlavo alle mie prede , non facevo più distinzione alcuna di rango o condizione sociale , avevo Fame . In preda alla follia finii per dar fuoco alla mia reggia , a quella prigione unica cosa che mi era rimasta per nascondermi dalla gente dagli occhi . Scappai con uno dei cavalli della scuderia lontano solo di notte , per il giorno ogni rifugio andava bene , una grotta oscura , una casa abbandonata . Tutti si allontanavano da me , vivevo di sangue e cose rubate , vestiti più che altro . Avevo perso il mio lusso d’un tempo , quella superiorità che per tanto tempo avevo avuto e che in eterno non avrei mai più potuto avere , la mia superbia era sparita . Tante altre volte tentai la morte ma niente funzionava e così mi rassegnai alla non vita che mi era stata destinata , ne scoprii anche i lati positivi , dopotutto , quasi tutti sognano di poter esser giovani in eterno . Eterna ragazza di diciannove anni , bella , ammirata da coloro che poi finivano per divenir mie vittime . E viaggiavo la notte in sella a quel cavallo unica cosa che mi era rimasta dopo il rogo della casa della mia infanzia . Ombra solitaria .
Eleirah

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"Jeff-fa-fa, Dun-HAM, dot-COM!"
*Peanut* Jeff Dunham
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luv and kisses!
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